Cosa sta succedendo

di Calexandrìs

In queste settimane la gente mi dice che sono brava, e lo fa continuamente.

A me non interessa più che la gente mi dica che sono brava, dopo tipo una vita a cercare di fare i salti mortali perché qualcuno se ne accorgesse. E adesso, tac, le gente me lo dice.
Il mio insegnante nuovo di teatro, per esempio, che è uno severissimo e guarda tutti con aria critica e che lunedì sera mi guardava mentre improvvisavo sorridendo apertamente.
O il mio insegnante di inglese, che mi ha dato la parola un numero infinito di volte martedì, invitandomi a parlare di più e incoraggiandomi perché sto andando bene.
E così la mia collega australiana, che ormai mi parla solo in inglese e mi sprona a parlare, a sbagliare, a farlo, e che ogni giorno mi dice che va un po’ meglio.

Poi mi dicono che sono bella, e anche questa cosa che dicono che sono bella è strana, perché io non sono bella.
Ma sto cercando di capire come truccarmi ora che ho scoperto che l’età mi ha fatto cadere le palpebre, e così sperimento e guardo tutorial su you tube, e ci metto un quarto d’ora a truccarmi gli occhi la mattina, ma tutti dicono che sono bellissima, e io me la godo.

E poi ho gestito una riunione, e anche nella gestione di questa riunione sono rimasti tutti così, attenti e un po’ stupiti, come se fosse una cosa eccezionale, e a me sembrava una cosa normale, ma evidentemente no, ecco.

E poi mi scopro che sono sempre più come mia madre, sia per questa cosa dei capelli, sia perché preferisco stare da sola, come poi lo preferiva lei.
Ho le mie cose, i miei libri, la mia nuova casa.
Va bene così, insomma, anche se questo momento è un momento in cui mi sento sempre come se avessi un pochino di freddo.
Non il gelo, ma una sottile sensazione di essere troppo poco coperta.
Meno di un fastidio, ma qualcosa.

Probabilmente abbracci che mancano, se dovessi fare un’ipotesi.
Ma non è il momento di fare ipotesi, quindi metto una sciarpa ed esco a guardare il cielo.

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