I bravi attori non mentono mai

di Calexandrìs

Anni fa la mia più amata insegnante di teatro quando ci faceva fare degli esercizi ci ammoniva al grido di “siate sinceri!” e la cosa che più spesso ci rimproverava era di mentire.

All’inizio non capivamo, poi, una volta, durante un monologo, sentii che mi venivano i brividi lungo la schiena, su su fino la nuca, e capii cosa intendeva.

Da allora il mio problema, a teatro, è coprirmi, perché tendo a scoprirmi, io che non mi scopro mai davvero e che nascondo ciò che penso e soprattutto ciò che sento dietro parole a centinaia, in scena ci vado nuda, con tutte le frattaglie dei miei sentimenti in bella vista, il cuore che batte forte, la voce strozzata in gola.

Da allora i miei insegnanti mi hanno sempre chiesto di essere meno autentica, di ricordare che il pubblico merita un buon lavoro, ma non tutta me.

E così ci lavoro, su questa magia che è in bilico tra essere veri e recitare.

La cosa che invece ho imparato, con questa lezione, è che quando ciò che vedo negli altri è vero, allora ho la stessa reazione: i brividi, l’emozione.
Quando invece le parole mi lasciano indifferente è perché sento che sono false.

Ora, sia chiaro, le parole sono false quasi sempre, perché la gente dice frasi di circostanza e prive di significato ogni giorno, ogni momento, più o meno a chiunque.

E raramente sento il brivido che mi fa capire che una persona è tutta in ciò che dice.
Di solito questo effetto me lo fanno le pagine di letteratura.

Ecco, oggi non ho sentito nessun brivido.

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