Tutta colpa di Lost, credo

di Calexandrìs

Quando ho i momenti di solitudine mi invento mondi paralleli.

Mi immagino di averti incontrato anni fa che eravamo giovani e avevamo tutta la vita davanti.
Mi immagino come avremmo cercato casa, dove avremmo appeso il tuo planisfero, e che posti avremmo visto insieme.
So che avrei avuto paura, ma che avrei fatto finta di niente.

Oppure mi immagino noi due adesso in una casa insieme in cui però di sia abbondanza di figli, nostri.
Sento anche la stanchezza di quelle sere lì, ma mi immagino sempre che mi baci la spalla prima di dormire e così mi pare una vita bellissima.

Oppure io in una casa con il parquet in terra e tu che vieni a cena, e lui che viene il pomeriggio, finita scuola.
Ci sono state volte, in questo sideaway qui che io avevo una rotondità sospetta che accarezzavo con lo sguardo da imbecille, e capiamo bene cosa vogliamo dire.

A volte ci sono dei mondi in cui io e te non ci siano ancora incontrati, ma io non sono io, perché sono più bella, e più magra, e ho i capelli lunghissimi e sono più autonoma, e faccio cose tipo dipingere, che è davvero un mondo parallelo impossibile dato che se c’è una cosa che non so fare proprio è quella.

E insomma, ogni tanto sogno.
Qualche volta mi commuovo.
Qualche volta vorrei solo un presente più sensato di questo.

Spesso, però, non voglio niente che non sia quello che ho, ma senza, per esempio, questa ansia qui, che non so proprio come controllare.

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