2015, febbraio

di Calexandrìs

Questo febbraio 2015 me lo ricorderò perché mi ha messo davanti tutto il tema che ho ignorato per 41 anni. Buongiorno, famiglia.

Così, dopo la presa d’atto che non avrò mai una famiglia mia, ma solo una in prestito, al massimo (la generosità di quelli che prestano le famiglie, diciamolo, è incredibile) si pone il problema che ho volutamente ignorato quattro anni fa.

Mio padre ha 75 anni, è vecchio, non è più così indipendente e autonomo come finge di essere e come io spero che sia.

Certo, lavora. Certo, guida. Certo, non sta male davvero (o almeno non adesso). Certo se la cava.

Ma.

È sordo, è anziano, è solo. Quest’anno abbiamo evitato il down della sindrome bipolare, pare, ma non è affatto detto che questa pausa possa continuare.

Anzi, le evidenze cliniche dicono esattamente l’opposto, sia chiaro.

Io sto qui, progetto un ritorno all’ovile con prospettive diverse, ho addirittura cominciato dieci minuti fa a studiare per quel progetto lì.

Non so quasi più nulla, insomma. Né di me, né degli altri.

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