La logica è l’arte della democrazia

di Calexandrìs

Scuola, interno giorno.

Io: “Immaginate. Giovanni uccide Giulia”. Loro: “È un assassino, va punito”.

Io: “Giovanni uccide Giulia che lo tradisce”. Silenzio. Una voce: “È un assassino, va punito”. I migliori della classe, quelli che in genere hanno ottime valutazioni in tutte le discipline annuiscono e rinforzano la frase del primo. Qualcuno bofonchia che però Giulia, insomma. Non lo dicono, ma sotto sotto pensano che se la sia cercata, povero Giovanni (sono anche tutti uomini, e in generale pensano che le donne siano tutte puttane).

Io: “Giovanni uccide Giulia, che è una prostituta”. “Sono colpevoli entrambi”.

Poi qui è partito tutto un lungo ragionamento sul fatto che stanno mescolando cose non mescolabili, e alla fine la maggior parte era convinta che in effetti Giovanni continua a essere un assassino. Ma soprattutto perché qualcuno ha paura di prendere quattro o ha paura di non pensare la cosa giusta, che, nella loro testa disturbata, è quello che penso io, non quello che è logico.

Ma così, di primo acchito, di pancia, erano colpevoli entrambi.

Hanno 20 anni e votano. Io continuo a cercare di usare la logica per insegnare loro a ragionare. Io, a volte, sono stanca e penso di fare un lavoro inutile.

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