Le liste e un ragionamento sul no

di Calexandrìs

Ieri pensavo che mi piace viaggiare. Una volta no, non nel senso che non mi piaceva, ma nel senso che non sapevo mi piacesse. Ora mi piace viaggiare. Per scoprirlo ho dovuto trovare qualcuno con cui viaggiare.

Mi piace il mare. Ma mi piace anche la montagna. Trovo che entrambi abbiamo delle cose meravigliose e uniche, e secondo me è normale amarli entrambi.

Mi piace andare in moto, ma anche viaggiare in macchina, o in aereo, o in treno, o a piedi: se uno può fare più cose, perché farne solo una?

Mi piace andare a teatro, fare teatro, andare al cinema, andare a ballare, andare fuori a cena, andare a fare shopping, vedere gente, stare da sola.

Mi piace guardare il calcio, quando è giocato bene, ma anche il nuoto, l’atletica, gli altri sport. Quando c’era Pantani adoravo il ciclismo, e un anno mi innamorai, letteralmente, di Indurain.

È che quando qualcuno mi propone qualcosa dico di sì, e la provo. Di solito mi piace, perché ci sono poche cose nella vita che fanno schifo: le malattie, i cavolini di Bruxelles, le guerre. Tutto il resto è passabile.

Non riesco a dire no, e ammiro quelli che lo dicono; ma mi dispiace un sacco per loro, che passano il tempo a dire no, perché non sanno quante delle cose che amerebbero si perdono.

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