Illusioni di alternative

di Calexandrìs

Stasera mi è arrivato un messaggio di avvertimento.

Non so se a qualcuno ogni tanto arrivino messaggi così, e non è l’antivirus da aggiornare. A me arrivano. Il messaggio diceva che è bene che io non mi faccia ingannare, di nuovo, dalle illusioni di alternative, nel caso fossi in un periodo in cui dovessi fare delle scelte.

Non ho esitato un attimo perché anche se era un discorso fatto, quanto?, due anni fa almeno?, me lo ricordavo per filo e per segno.

Forse ci avevo anche scritto un post, per dire.

Ho ringraziato, senza cercare di provare al mittente del messaggio che non mi facevo fregare, questa volta. E non avevo bisogno di provarlo a nessuno perché non mi faccio fregare, questa volta.

Non so bene quando sia successo, questo; forse un anno fa, o giù di lì, e non è stato annunciato da squilli di trombe, per intenderci, perché le cose fondamentali a volte succedono da silenziose, ma succedono lo stesso.

Semplicemente, non so bene quando, non so bene come, ho smesso di appendermi a un tempo che non c’è ora e non ci sarà probabilmente in futuro, per alzarmi la mattina. Ho smesso di fantasticare. Di farmi i film mentali in cui arredavo una casa nuova di zecca e ci mettevo dentro i personaggi reali, come fosse un film; ed erano tutti film bellissimi, per altro.

Ora mi alzo la mattina solo per quello che c’è ogni mattina. O che posso fare succedere io, a prescindere da tutto il resto e da tutti gli altri. E, per esempio, ho scoperto che sono un sacco di cose, quelle cose lì per cui mi alzo ogni mattina.

Non dico che sia più bello adesso di prima, sia chiaro. È che è terribilmente più vero adesso, di prima.

E non è un brutto modo per prendersi cura di sé, vivere nella realtà. Anzi, non mi viene in mente un modo migliore.