Il migliore dei mondi possibili

di Calexandrìs

Oggi sono successe due cose.

La prima è che mentre facevo la doccia stamattina, come spesso succede mentre faccio la doccia, per altro, ho pensato un pensiero di quelli che ti svoltano la giornata.

La seconda è che ho iniziato a spiegare Kafka.

Spiegare Kafka è una roba che mi strizza le viscere, perché vorrei mostrare, far intuire la ricchezza di una mente che pensa a Gregor che si trova a essere uno scarafaggio ed è così normale per lui essere uno scarafaggio, perché è stato così a lungo uno scarafaggio anche se aveva la forma di un uomo, che non gli viene in mente di pensare che è assurdo essersi trasformato in uno scarafaggio, ma gli vengono in mente tutta una serie di cose diverse, tipo quanto fosse tardi, cosa avrebbe potuto dire al suo capo, o come si sarebbe dispiaciuta sua madre.

E io vorrei mostrarlo ai miei adolescenti che stanno diventando uomini che devono fare attenzione, perché può succedere a tutti di vivere come uno scarafaggio, senza nemmeno accorgersene, per anni, e per decenni. E poi una mattina ti alzi e hai le zampette, e ci sta che sia troppo tardi per tornare uomini. E dato che glielo dico io, che sono stata uno scarafaggio per anni, ecco, insomma.

E non è un caso che il giorno in cui dovevo spiegare Kafka mi sono trovata a pensare il pensiero della doccia. No, non lo è.

Perché ho pensato che in questo momento qui non ho alternative vincenti, se devo essere sincera, ma che qualcosa, o qualcuno, a un certo punto della vita mi ha insegnato che quando hai brutte carte in mano, quello è il momento in cui si prova il valore di un giocatore, perché a vincere con buone carte sono buoni tutti, ma uscirne anche solo pareggiando con carte difficili, ecco, non è quasi capace nessuno.

E così pensavo che queste carte che ho in mano sono comunque le migliori tra quelle peggiori, e che sono stata brava a essere così resiliente da riuscire a trovarmi con delle carte in mano che anche se non sono quelle che vorrei sono state scelte da me, con gran fatica, per farmi vivere nel migliore dei mondi possibili.

Perché, diciamolo, quando non possiamo farle andare meglio, le cose, almeno dobbiamo essere così abili da farle andare il meno peggio possibile.

E, oh, sono brava. Sono brava.