Il 2015, come da tradizione

di Calexandrìs

Il 2015 mi ha fatto capire delle cose che devo ancora capire se sono importanti, per dire che anno strano che è stato.

Per esempio ho capito che se delle cose brutte capitano a chi ami è come se capitassero a te; quindi ieri cercavo di fare una top ten dell’anno e all’inizio pensavo che dopo un anno così trovare dieci cose belle fosse impossibile, e invece ne ho un sacco di cose belle, ma che hanno un’ombra sopra perché chi amo non è felice, a amare chi non è felice rende difficile la felicità.

Comunque se dovessi dire, da 10 a 1 come è andato quest’anno qui, direi così.

10) Ho preso una certificazione linguistica. Questo non significa che improvvisamente io sappia l’inglese (no, non lo so), ma significa che posso leggere un libro in inglese senza strapparmi i capelli, che posso andare a Londra e capire dove sto andando. E anche quello che sto mangiando. Non capisco se mi chiedono “a lighter”, questo no. Ma solo perché capisco che mi chiedono se ho visto “Eliza” e io non so chi è Eliza. E insomma, ok, è bene lavorarci, sull’ascolto.
9) A 42 anni ho dormito per la prima volta in tenda. E sono stata in campeggio. In montagna. Al freddo. E, oh, ho dormito benissimo, con tanto di cappello di lana. Ho capito cosa significhi davvero sentirsi liberi in un istante perfetto davanti a una cascata, avendo con me tutto quello di cui avevo bisogno, ed essendo circondata da persone che amo. Mi sono sorpresa a pensare “allora è questa la felicità, questa assenza di pensieri di preoccupazioni, di “ma”. La felicità spettina, ma è riposante.
8) Ho imparato che amo il mare. Dopo anni di terrore perché ho questa pelle bianca impossibile, amo stare al sole (poco, con il contagocce, ma mi piace). Mi piace svegliarmi la mattina con il mare davanti, avere giornate davanti in cui l’unico pensiero è decidere se spostare o no la sdraio e fare la paperetta a mollo. Poi, è ovvio che mi piace il mare perché qualcuno mi ha regalato dieci giorni all’Elba e che se vado a Rimini magari il mare non mi piace (ma a marzo sono stata a Rimini e mi è piaciuto un sacco), ed è ovvio che tutta questa gioia fosse legata ad altro, al come, al chi, al dormire abbracciata per tante notti a chi amo. Ma secondo me senza mare è peggio.
7) Sono stata a Londra. Ero una di quelle che non era mai stata a Londra e adesso ci sono stata. Ho fatto Londra in un giorno e mezzo non ho visto niente, ho capito poco; ho capito solo che devo tornarci assolutamente e presto, perché la voglio imparare, Londra.
6) Ho fatto un debutto ai Match di improvvisazione teatrale e ho fatto un punto, tutta da sola. Ho sentito la luce addosso, ho visto le facce del pubblico che sorrideva, ho sentito le grida di incoraggiamento e gli applausi. Faccio troppo poco l’attrice. Dovrei fare molto di più l’attrice. Conservare le energie per fare soprattutto l’attrice. Questa cosa qui me la metto nel 2016, e vediamo come va a finire.
5) Ho tagliato i capelli. A un certo punto dell’anno ho capito che mi portavo dietro troppe cose, che la me interiore non era più quella lì che vedevo allo specchio e ho fatto diventare quella allo specchio come quella che sentivo dentro. Da quel giorno quando mi guardo allo specchio mi dico, spesso a voce alta “sei bella, donna”. E se non è un regalo questo, dico io.
4) Ho perso dei chili. Ho fatto una dieta. Anzi. Sto facendo una dieta. Ho cambiato modo di mangiare. Cucino. Non mangio dolci se non in occasioni speciali. Cerco di andare a lavorare a piedi ogni volta che posso. Sto facendo lezioni di Pilates. Ho ricominciato a praticare con una discreta costanza. Ho preso in mano la mia vita e sto cercando di rispettarla e di farla rispettare agli altri. Questa semplice cosa ha cambiato il Focus della mia giornata, ha modificato il mio modo di pensare. E per un sacco di mesi ha modificato in meglio il mio umore. Insomma, quella cosa della mente sana in corpo sano è vera.
3) Ho passato un weekend a Vienna. Era un regalo di compleanno e doveva essere perfetto. Non è stato perfetto, ma pieno di ombre, ma a Vienna ho mangiato la Sacher e ho fatto l’amore. E mi è parso che sia ricominciato tutto.
2) Ho ricevuto in regalo l’Islanda, che è una cosa troppo grossa da raccontare in due righe. Ma l’Islanda fa piangere, tanto è bella. E secondo me le cose che fanno piangere quando sono belle, nella vita di una persona ci stanno benissimo.
1) Ho perso un anello importante. Ho ricevuto in cambio un anello importante.
Bonus track: ieri la collega sul sostegno nella mia quinta mi ha detto “ormai è tanti anni che insegni; ti piace ancora?” E io senza nemmeno pensarci, con un tempo teatrale perfetto, ho detto “da morire”. Oh, che figata.

Il 2015 è stato anche un anno di grande dolore. Dolore fisico, soprattutto. Di malattia. Di sospetto. Di desiderio di vendetta. Di tentativi (spesso vani) di perdonare. Di gelosia atroce. Di dubbi, di paure, di senso di impotenza. Ognuna di queste cose mi ha insegnato delle cose importanti di me e delle persone che mi stanno intorno che forse non avrei voluto imparare. Ma il bene e il male, la luce e il buio, l’amore e la paura vengono sempre insieme. E imparare questo, forse, è stato il regalo più importante.