Alla ricerca del tempo perduto

di Calexandrìs

In queste notti ho la febbre, e faccio un sacco di sogni strani, anche molto illuminanti.

Stanotte per esempio sognavo di avere paura che una persona si suicidasse per colpa mia, e vabbè, a parte che nessuno mai si suiciderebbe per colpa mia, questa paura non era mia, ma me la faceva venire mio padre e quindi insomma, è una storia già vista, questa qui.

Sognavo anche il mio gatto ancora vivo giocare con il mio gatto morto, e quello credo sia invece un segno, perché in vita entrambi si picchiavano, mentre stanotte si coccolavano tantissimo, e io so che è ora che D’Artagnan parta per il mondo di arcobaleno, e secondo me Napoleone lo sta aspettando di là.

Poi dovevo fare la foto di una cosa rossa, e invece avevo solo cose arancioni, e insomma, un nervoso.

Ma quello che conta è che in queste notti prima di dormire ho tutta una serie di pensieri tra il serio l’angoscioso e lo sciocco, e stanotte pensavo a quello che dice Rob* e cioè che quest’anno sarà per me come il 2004, ma meglio.

Ma io non me lo ricordo il 2004.

Ecco, ieri, prima di dormire, pensavo che non ricordo come io abbia passato i capodanni del 2003, del 2004 e del 2005.

Gli altri li ricordo tutti, ma di quei tre ho dei buchi grossi così nella memoria.

Non ricordo il dove, il chi, il cosa. Nulla.

E non avevo ancora un blog, e non mi scrivevo nulla, e non so recuperare non solo quei capodanni, ma nemmeno quegli anni lì, di cui ho degli sprazzi (il trasloco, il ruolo, le corse nella notte, le gite in biblioteca, i weekend new age, Rubiana, i caffè al baretto, il 21 agosto 2005, che sarebbe stato meglio non averlo vissuto), ma niente di sequenziale; tutto mescolato come in un grosso calderone pasticciato, da cui traggo talvolta frammenti di insegnamento, ma che non sono la mia storia, perché non l’ho raccontata.

E niente, chissà cosa ho fatto quei giorni lì, che ho perso. 

A essere sincera, mi mancano un po’. 

*Rob è ovviamente l’uomo dell’oroscopo dell’Imternazionale, ma voi lo sapete, vero?