di Calexandrìs

Ho una coperta nera di stanchezza addosso fatta di stanchezza e paura e ansia e preoccupazioni.

Quando sto così non mi godo niente, sono tesa, tutta tesa verso il futuro, verso le cose da fare, verso il mio miglioramento esistenziale (ok, ho 16 anni e sono anche un po’ stupida quando parlo così) perché ho bisogno di sapere che ci sono delle cose sotto controllo.

Non tante, ma almeno posso decidere di non mangiare dolci, o di seguire la dieta, o di andare a scuola a piedi e fingere che questo aiuti la situazione a raddrizzarsi e liberi chi amo dai pesi che porta.

Poi mi prende la sensazione di impotenza del non essere onnipotente, e la sensazione che sia comunque sempre giusto ciò che accade, perché il karma è sempre esatto, e poi mi sento una merda perché io non voglio il karma esatto ma vorrei non karma buono, e accendo candele, convinta che servano, o facendo finta che servano le candele, e l’energia, e l’amore.

E intanto mi disgrego, e lo sento, un pezzo alla volta.

E non ho tempo di occuparmi di me che mi disgrego.