Cuoricini

di Calexandrìs

Il mio Bullet Journal ha due rubriche giornaliere fisse.

La prima si chiama “Grazie per” e ha il compito di farmi appuntare almeno tre cose di cui essere grata al giorno.

In questo sono brava, che è anni che mi alleno. Sono in grado di ringraziare i giorni di influenza perché mi permettono di guardare delle serie TV, e i giorni noiosi perché posso riposare; i giorni solitari perché posso leggere; i giorni pieni perché ho una vita bella.

Quando proprio non so per cosa ringraziare, ringrazio per la mia salute, o quella di mio padre, per una casa con il riscaldamento, e via così.

Poi ogni giorno c’è un cuoricino. 

Quello è il ricordo del giorno; un modo per tenere traccia dei giorni memorabili, che non sono mai abbastanza.

Da tre giorni vicino al cuoricino c’è il ricordo di una cosa spiacevole, che è quella che ha pesato sulla giornata; e sono le cose che mi hanno impedito di scrivere il post su Venezia, e non si può andare a Venezia senza scriverci qualcosa dopo, no?

Eppure.
Poi, oggi, al caffè, un collega nuovo, neopadre e neoimmesso in ruolo, mi ha detto che non sa decidere se sono una persona molto sola o molto solitaria.

Io, che so la risposta, ho sorriso: con le maschere pirandelliane me la cavo alla grande.