Gennaio

di Calexandrìs

Gennaio, come spesso mi succede, è stato un buco nero.

Un buco nero di salute, di stanchezza, di fatica, di energia che non basta mai.

Ho rimandato più cose di quelle che ho portato a termine, ho speso più soldi di quelli che avevo deciso di spendere, mi sono lasciata spolpare quando avrei fatto meglio a tenermi al riparo.

Mi sono pentita mille volte per gli impegni che ho preso (soprattutto con me stessa) e ho compilato tutti i giorni il mio Bullet Journal, che mi ha tenuto, incredibilmente, insieme e compatta.

Sono diventata un po’ più ordinata, ho cominciato a farmi infastidire dal disordine, che non è male.

La dieta langue, non riesco a perdere peso, e dato che l’obiettivo è lì a un passo non arrivarci è decisamente frustrante. Ho camminato meno di quanti avrei dovuto, e ho dormito molto. Ma non abbastanza.

Ho letto nove libri, ho guardato un sacco di puntate di serie TV, sono stata meno sui social.

Ho capito che ho un’amica vampiro, e mi dispiace, ma i vampiri finiscono fuori dalla porta, perché vanno banditi dalla nostra vita. Sempre.

Ho cercato di coltivare il piacere è la gioia delle piccole cose, e non è che non ci sia riuscita, ma io ho questa Sehnsucht originaria che mi fa cercare cose grandi, altro che le lenzuola pulite di cui felicitarsi.

Ho avuto un unico sprazzo di gioia assoluta, senza sforzo; a Venezia, che ero dove volevo, con chi volevo, a fare quello che volevo.

Due giorni su trentuno.