Febbraio, numero 6

di Calexandrìs

Se dovessi definirmi con una parola, in queste settimane userei disgregata.

Ma, per fortuna, nessuno mi chiede di definirmi con una parola; quindi testa bassa e vado avanti. 

(Anche perché: qualcuno ha una scelta diversa?)

PS: ieri sera sono andata a uno spettacolo teatrale che era una commedia drammatica molto bella, e a un certo punto il protagonista, che era Luigi XIV, non uno qualunque, diceva due cose.

Una era “se solo potessi crollare”. E l’altra era un lungo discorso sulla sua ultima vendetta, quella che potrà godersi in punto di morte, quando, aggrappandosi al suo ultimo respiro potrà dire “finalmente muoio”. 

Tutti, alla fine, applaudivano sorridenti. Io, seduta, piangevo come una fontana.