La vernice invisibile

di Calexandrìs

Stanotte mi sono svegliata ed ero senza corpo. Fluttuavo con la testa apparentemente sveglia e non sentivo niente di me.

Ho cercato di muovere una mano, ma non la trovavo. Ho pensato che non avere corpo è bellissimo, perché ero così leggera. 

Non mi sono spaventata. È un periodo che mi succede spesso, anche durante la giornata. Sento pezzi di me sparire. A volte la testa, le orecchie, e non so più cosa sto ascoltando. A volte lo stomaco, e non sento la fame. A volte le spalle. A volte, più spesso, i pensieri.

Sono lì, tutta intenta a qualcosa di mio e poi d’imorovviso non c’è più niente. Non mi ricordo cosa stavo pensando, e cosa stavo facendo. Resto qualche istante a cercare di raccapezzarmi, poi scrollo le spalle e vado avanti, a fare altro.

Di solito quei pensieri non tornano più, e magari a volte perdo delle cose importanti, chi lo sa. Io non lo so, ma so che se si perdono le cose significa che non sono così importanti, alla fine, perché alle cose importanti badi sempre, mentre le cose che sono così così le dimentichi in giro, non le pensi, le trascuri. Le tradisci.

Stanotte mentre ero senza corpo, ho pensato che sono mesi che sento questa cosa qui, la sensazione di una vernice invisibile che mi sta cancellando pezzo per pezzo; mi sta cancellando a me stessa, non sento più il mio nucleo, non so mai come sto, non so più cosa siano le cose a cui tengo.

Galleggio.

Gli altri mi sorridono, mi parlano, mi chiedono aiuto; io mi stupisco anche solo del fatto che mi vedano.

Perché io non mi vedo; io, in realtà, spesso, non ci sono.