Se ti succede più di una volta il problema non sono loro; sei tu

di Calexandrìs

Stavo chattando con un’amica, di problemi di cuore, che alla fine le mie chat sono come quelle di una sedicenne; si parla, quasi sempre, di problemi di cuore.

E lei mi diceva che ha sempre più o meno lo stesso destino con gli uomini, e non si spiega se ha il lanternino per cercare quelli uguali o se è sfiga, o se è karma o se.

E io ero lì, e a un certo punto ho pensato, e scritto, anche, che anche io ho spesso lo stesso destino con gli uomini; o almeno, che ci sono cose che tornano sempre uguali nelle mie storie.

E così, mentre dicevo a lei che se capita sempre la stessa cosa il problema si potrebbe cominciare a pensare che sia lei, non loro, ho pensato che se mi capita sempre la stessa cosa il problema sono io. Non loro.

Questo pensiero è stato una porta in faccia, piuttosto pesante, perché la cosa a cui penso non è una cosa bellissima; soprattutto non è una cosa che mi faccia stare bene, in un qualunque modo possibile.

È una cosa che riguarda l’essere contenti, così pericolosamente vicino all’accontentarsi, il distrarsi, il sentirsi bella, o donna.

È responsabilità mia.

(Per la prima volta, questo pensiero, che è di solito così liberatorio, non lo è affatto. Pazienza. Sopravviverò.)