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di Calexandrìs

Stanotte ho sognato che dovevo andare a un corso di aggiornamento, una roba seria, e già questo dice che è un sogno, ed ero in macchina con un sacco di gente.

Nel sogno avevo fame, e sete, e mi scappava la pipì, ma nessuno dei miei compagni in auto sembrava avere fame, o sete, o un altro bisogno, così pativo e buttavo lì frasi generiche che volevano dire “ehi, fermate questa cazzo di macchina” ma suonavano come “sapete che bere due litri d’acqua al giorno è la cosa migliore per tutti?”, che è una cosa che mi somiglia tantissimo, a ben vedere.

Poi a un certo punto nel sogno mi arrabbiavo perché avevo fame e sete e non dimentichiamo la pipì e insomma, trovavo un chiosco in cui comprare dei panini al pesto, formaggio e pomodoro, ed erano buonissimi.

E mentre mangiavo il professorone su cui volevo fare colpo perché era intelligente e colto e volevo che si accorgesse di me, perché mi piacerebbe essere intelligente e colta, o almeno essere considerata tale, mi aveva guardato e mi aveva chiesto “chi ti fa infelice?”, che suonava un po’ come “dovrà vedersela con me”.

E io riflettevo un attimo, avevo un mancamento al cuore, mi facevo il fiocco alla camicetta – come se io fossi una che mette camicette con il fiocco – e rispondevo “io mi rendo infelice; solo io posso farlo, e infatti lo faccio”. 

Mannaggia, non si sta tranquilli nemmeno quando si dorme, qui.