Cosa vuoi fare da grande?

di Calexandrìs

Un paio di giorni fa sul web ho visto la foto di due amici virtuali, di cui ho visto le foto del matrimonio qualche anno fa e del loro primo figlio lo scorso anno, ed era una foto di undici anni fa, con loro giovanissimi (sono ancora molto giovani adesso) e abbracciati ed erano un ritratto d’amore bellissimo.

Così, complice un viaggio in Liguria ascoltando Baglioni, mi è presa una nostalgia terribile per la me che a tredici anni pensava che avrebbe avuto un grande amore che sarebbe durato tutta la vita, con figli e nipoti e pronipoti e la tavola sempre apparecchiata, e le foto felici, i viaggi, i progetti, tutto l’amore che immaginavo.

Invece, pensavo, ho poche foto delle mie vite passate; ogni vita è stata un foglio nuovo, bianco, su cui ho disegnato alla bell’e meglio e ogni vita ha cancellato tutte le precedenti, e mi stupivo di un sacco di cose che ho proprio rimosso dalla memoria, e me ne rimangono solo echi lontani.

Alcune di quelle cose erano belle, eppure non le ricordo quasi.

E pensavo chissà se succede a tutti, oppure le persone sono più sagge di me e riescono a tenere a mente le cose belle della loro vita e ogni tanto ci fanno un viaggio per vedere se i ricordi sono ancora tutti lì o bisogna spolverarne un po’.

È stato con questa nostalgia di tutte queste cose che sono stata al pranzo pasquale, e a un certo punto due persone diverse mi hanno detto in due momenti diversi che sono una persona libera.

È stato bello, sentirlo dire, perché credo che sia molto vero, o comunque mi piacerebbe che lo fosse. Poi però hanno detto che mi invidiano perché sono libera, e io ho pensato alle foto che non ho mai fatto, alla continuità che non ho mai avuto, ai legami che ho spezzato girando pagina tante volte.

E ho pensato che tutto ha un prezzo; e che nessuno mi ha fatto lo sconto.