Cose che si imparano

di Calexandrìs

Chi fa il mio mestiere sa che una delle cose più importanti che occorre avere è la pazienza. Pazienza soprattutto di ripetere sempre le stesse cose.

Perché gli adolescenti non ascoltano. O a volte ascoltano e dimenticano.

Quindi io sono una che ripete le cose, anche fuori da scuola; meno che a scuola, ma non mi stupisce mai che la gente non ascolti. O non capisca.

Chi fa il mio mestiere sa anche che ci sono classi difficili, in cui uno a volte si mette i panni della vecchia zia e si mette a fare le prediche; sempre le stesse. Chi fa il mio mestiere non si stanca di ripetere, quindi ripete anche le prediche, con la stessa passione ogni volta, perché è fiduciosa che qualcosa resti, che qualcosa cambi.

Quasi sempre succede.

Quando non succede, però, accade che da un momento all’altro si perde la passione di ripetere le stesse cose sperando che qualcuno capisca. E si cerca di risparmiare almeno quell’energia.

Le prediche e i rimproveri scompaiono, così, d’improvviso, come sono comparsi. Io, per esempio, non mi innervosisco nemmeno più, figurarsi se mi arrabbio. 

Spesso i ragazzi, perché sono adolescenti, non ascoltano, non capiscono, o dimenticano, pensano che il momento in cui smetto di rompere i coglioni sia il segnale, positivo, che ho accettato come sono.

Mentre, ovviamente, è il momento in cui io ho finalmente ammesso, almeno con me stessa, che non mi interessa più.