Le 19,03

di Calexandrìs

Ci sono quei momenti lì, che non hai niente di troppo urgente da fare, che la cena è già in frigo e devi solo tagliare i pomodori, che sei a posto con la coscienza perché hai fatto più o meno tutte le cose che ti eri prefissata di fare e le uniche cose che non hai fatto sono sciocchezze, sciocchezze che ti potrebbero rendere più felice, ma sciocchezze, e ti rendi conto che hai davanti anni e anni delle stesse cose che hai alle spalle, e questo solo se sei molto fortunata perché non ti dimentichi mai che può andare molto peggio, perché è andato molto peggio, e nemmeno troppi anni fa, e guardi questa prospettiva, che pure sai che è un’illusione e ti prende il magone.

Il magone di tutto il tempo sprecato, delle occasioni mancate, delle scelte non scelte, e delle scelte che gli altri hanno fatto per te, scelte che hai subito attivamente, e non puoi dare la colpa a nessuno perché potevi dire di no e andare da un’altra parte, e invece hai detto vediamo e hai accettato questa stupida maratona che corri nella ruota del criceto, e non hai nemmeno nessuno con cui parlarne davvero, per cui lo scrivi sul web, che è meglio di niente, ma l’unica cosa che speri è che passi, perché sentire tutto l’inutile della tua vita così, tutto insieme, prima o poi ti spezzerà il cuore.

E alla fine ti ricordi anche che preferisci i periodi corti, dannazione.