Il genio della lampada

di Calexandrìs

Se arrivasse un genio a chiedermi di esprimere tre desideri non avrei dubbi sui primi due. 

Un lavoro per te. Un lavoro vero, che ti piaccia e che ti appaghi. Un lavoro che ti faccia sentire in ordine e senza le ansie delle quattro del mattino. 

Il tempo per te per i tuoi progetti, che siano gli orsi di Churchill o il Pakistan; che tu possa fare quello che ti accende la luce negli occhi, perché solo quello ti accende la luce, nella vita. 

Per me niente.

Al massimo la capacità di buttare via il mio superfluo, di vestirmi sempre nello stesso modo, buttare via altri chili, altri pensieri e i libri che non mi sono piaciuti. 

E una poltrona comoda, un pavimento di legno, la musica in sottofondo, i piedi nudi su un tappeto, la capacità di azzerare il pensiero e di rallentare i battiti del cuore.