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Mese: dicembre, 2016

2016, una settimana ancora

Quest’anno ho tardato tanto a scrivere questo post, perché il 2016 è un anno che ricordo male, anche se è ancora qui.

Un anno con sopra una nube spessa grigia grigia che non si è dissolta con il tempo, anzi. È la nube di amare una persona infelice, che è una cosa strana, perché per empatia amare qualcuno infelice rende infelice anche te, e d’altra parte essere felice quando stai con chi non è felice ti fa sentire in colpa.

Se a questo aggiungo che sono una persona di poco memoria, e infatti non ricordo i nomi d i miei compagni di scuola, per dire, ecco che il mio 2016 mi è sembrato vuoto, e farne un bilancio è difficile. Ma i bilanci mi piacciono e cerco di farlo anche questa volta.

Così, 2016:

1) Avevo deciso che avrei fatto tantissimo l’attrice, e ho fatto tantissimo l’attrice. Ho partecipato a un sacco di workshop, a parecchi spettacoli, ne ho visti tanti, ho imparato tante cose, e ho anche guadagnato 30 euro. Se dovessero dirmi che anche nel 2017 faccio così tanto l’attrice firmerei subito; anzi, facciamo che lo faccio di più.

1bis) Ho ricominciato a cantare; non so se riuscirò a continuare, ma, se ci riuscirò, questo contribuirà a fare di me una persona migliore. 

2) Ho letto tanto e ho guardato un sacco di roba su Netflix; quindi sono stata meno in rete, ed è stato bello.

3) Ho visto un sacco di posti nuovi, e in un paio di questi mi sono commossa tanto da come erano perfetti i momenti.

4) Ho parlato poco e mi sono confidata pochissimo; le cose importanti usano poche parole, e non si possono dire a tutti.

5) Ho perso la fede, l’ho ritrovata, ho fatto tanta fatica a mantenerla. E parlo della fede in me.

6) Sono riuscita a non mollare una serie di cose che in anni passati avrei mollato; la resilienza è una qualità importante da apprendere e quest’anno ci ho provato. Per il 2017 sarà fondamentale impararla perché ne avrò bisogno.

7) Nonostante quello che dicevano tutti gli oroscopi, non sono rimasta incinta. E dato che nel 2017 gli anni sono 44 è anche arrivata l’ora di smettere di pensarci. Rimbombano però molto forti dentro di me i motivi per cui non è successo che io abbia avuto un figlio e i motivi per cui non lo avrò. E quei motivi hanno scavato e scavano una ferita profonda nella mia anima, che non è una ferita che si possa riempire con qualcosa. Nemmeno con il teatro, per dire quanto sia una ferita profonda. E questa ferita ha avuto tante conseguenze invisibili, che alla fine, lo so, mi presenteranno il conto da pagare.

8) A un certo punto del 2016, sarà stato settembre, le ottobre, o che ne so, mi sono trovata in mezzo ai cocci infranti dei miei sogni.

9) (il tradizionale bonus track) A giugno si è diplomata benissimo una quinta che ho amato molto. Alcuni dei ragazzi di quella quinta li sento ancora, mi hanno fatto dei regali. Forse, addirittura, mi vogliono bene. Il 2016 è stato un anno di lavoro bellissimo; poi l’anno scolastico iniziato il 1 settembre ha vanificato tutto il bene dell’anno scolastico precedente, ma si è capito che il bello è ricominciare. O così dicono.

Il 2017 sarà l’anno per un sogno nuovo di zecca, perché senza sognare non so essere felice.

Come stai?

Sto che sono sempre arrabbiata, che sono sarcastica, che sono sempre nervosa, che scatto per un niente. 

La cosa brutta è che non me ne rendo conto, mi sono abituata a stare sempre con questo tono umorale qui, ho voglia di litigare, mi manca totalmente il modo di manifestare dolcezza. 

Ho uno sguardo con in fondo una nota che non mi piace. 

Dove sto finendo?

13 dicembre, ore 23:00

Quindi, se si vuole, si può fare tutto, anche quello che sembra impossible. 

Quindi, quello che non si fa è perché non lo si vuole fare, alla fine. 

Tutti quei soldi spesi per farmi studiare non sono stati spesi invano.

O forse sì, se questa, che è la madre di tutte le banalità, la scopro solo stasera. 

Flash

A volte uno ha dei ricordi così, che non pensava di avere, e sono ricordi a metà tra dolci e amari e ti riportano indietro di anni, quando credevi cose e immaginavi una vita molto diversa da quella che hai adesso, e in quel momento non pensavi che non fosse possibile la vita che sognavi, perché c’era il lago, era estate avevi un bel vestito, e quando sei follemente felice le cose non ti sembrano impossibili; ti sembra che basti aspettare. 

Poi a furia di aspettare hai parecchi anni in più, non sogni più quel futuro, ti rendi conto che era sciocco da immaginare anche allora, perché era un futuro complicatissimo e non hai abbastanza coraggio per quelle cose lì, tu, e non ci pensi quasi mai a quelle cose lì che allora ti sembravano così a portata di mano. 

Il tempo passa, e a ostinarti ad aspettare di vivere la vita che vuoi, ti trovi a vivere la vita che c’è, alla fine. 

Che non è male; ma quell’altra sarebbe stata meglio. 

La soluzione è la numero 4

Ipotesi per farmi passare il magone:

1) Intimare alle persone che mi vogliono bene di smettere di fare figli.
2) Intimare alle persone che mi vogliono bene di smettere di mandarmi foto dei loro figli.

3) Smettere di essere amica di persone con figli.

4) Andare da uno bravo che mi tolga questo dolore una volta per sempre: la lobotomia potrebbe essere una strada percorribile.