2016, una settimana ancora

di Calexandrìs

Quest’anno ho tardato tanto a scrivere questo post, perché il 2016 è un anno che ricordo male, anche se è ancora qui.

Un anno con sopra una nube spessa grigia grigia che non si è dissolta con il tempo, anzi. È la nube di amare una persona infelice, che è una cosa strana, perché per empatia amare qualcuno infelice rende infelice anche te, e d’altra parte essere felice quando stai con chi non è felice ti fa sentire in colpa.

Se a questo aggiungo che sono una persona di poco memoria, e infatti non ricordo i nomi d i miei compagni di scuola, per dire, ecco che il mio 2016 mi è sembrato vuoto, e farne un bilancio è difficile. Ma i bilanci mi piacciono e cerco di farlo anche questa volta.

Così, 2016:

1) Avevo deciso che avrei fatto tantissimo l’attrice, e ho fatto tantissimo l’attrice. Ho partecipato a un sacco di workshop, a parecchi spettacoli, ne ho visti tanti, ho imparato tante cose, e ho anche guadagnato 30 euro. Se dovessero dirmi che anche nel 2017 faccio così tanto l’attrice firmerei subito; anzi, facciamo che lo faccio di più.

1bis) Ho ricominciato a cantare; non so se riuscirò a continuare, ma, se ci riuscirò, questo contribuirà a fare di me una persona migliore. 

2) Ho letto tanto e ho guardato un sacco di roba su Netflix; quindi sono stata meno in rete, ed è stato bello.

3) Ho visto un sacco di posti nuovi, e in un paio di questi mi sono commossa tanto da come erano perfetti i momenti.

4) Ho parlato poco e mi sono confidata pochissimo; le cose importanti usano poche parole, e non si possono dire a tutti.

5) Ho perso la fede, l’ho ritrovata, ho fatto tanta fatica a mantenerla. E parlo della fede in me.

6) Sono riuscita a non mollare una serie di cose che in anni passati avrei mollato; la resilienza è una qualità importante da apprendere e quest’anno ci ho provato. Per il 2017 sarà fondamentale impararla perché ne avrò bisogno.

7) Nonostante quello che dicevano tutti gli oroscopi, non sono rimasta incinta. E dato che nel 2017 gli anni sono 44 è anche arrivata l’ora di smettere di pensarci. Rimbombano però molto forti dentro di me i motivi per cui non è successo che io abbia avuto un figlio e i motivi per cui non lo avrò. E quei motivi hanno scavato e scavano una ferita profonda nella mia anima, che non è una ferita che si possa riempire con qualcosa. Nemmeno con il teatro, per dire quanto sia una ferita profonda. E questa ferita ha avuto tante conseguenze invisibili, che alla fine, lo so, mi presenteranno il conto da pagare.

8) A un certo punto del 2016, sarà stato settembre, le ottobre, o che ne so, mi sono trovata in mezzo ai cocci infranti dei miei sogni.

9) (il tradizionale bonus track) A giugno si è diplomata benissimo una quinta che ho amato molto. Alcuni dei ragazzi di quella quinta li sento ancora, mi hanno fatto dei regali. Forse, addirittura, mi vogliono bene. Il 2016 è stato un anno di lavoro bellissimo; poi l’anno scolastico iniziato il 1 settembre ha vanificato tutto il bene dell’anno scolastico precedente, ma si è capito che il bello è ricominciare. O così dicono.

Il 2017 sarà l’anno per un sogno nuovo di zecca, perché senza sognare non so essere felice.

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