Il bene e il male

di Calexandrìs

Sono successe una serie di cose bellissime, accompagnate da una serie di cose bruttissime, e quindi non sapevo cosa scrivere perché non potevo lagnarmi perché ero anche felice, ma non potevo dire di essere felice perché avevo un pugno in mezzo al cuore.

Brevemente funziona così.

Mi hanno fatto una bellissima proposta di teatro, che ho accettato, e poi l’hanno ritirata, senza motivi espliciti lasciandomi il dubbio che fosse un complotto o fossi incapace. Solo che io ho la sindrome dell’impostore, quindi direi che sono incapace e vabbè, amen, d’altro canto non lo faccio mica di mestiere.

Ho fatto un musical tutto improvvisato ed ero felice come una pazza felice, ma alla fine del musical e degli applausi ho scoperto che il mio gatto, il mio compagno di vita più fedele, quello con cui sono stata più tempo, era entrato nel blocco renale che lo ha fatto morire due giorni dopo. La felicità è evaporata, senza lasciar spazio al lutto, perché il lutto e la felicità per il musical si accoppiano male.

Ho una tazza con la mia foto sopra, sono andata a Trieste e mi sono sentita brava bella e intelligente, e per un istante ho pensato che potrei usare quelle cose lì per fare altro, ma poi mi sono ricordata che non so fare quelle cose lì e che non sono adatta ad altro; quindi lunedì sono entrata in classe come se niente fosse, facendo l’unica cosa che so fare, che è sembrare brava bella e intelligente a degli adolescenti, che, lasciatemelo dire, è facile, davvero.

Sono stata a Trieste che non c’ero mai stata, e ci ho incontrato gente del FriendFeed, che sarà per sempre un po’ la mia famiglia dispersa nel mondo, qualcuno con cui prendere un caffè e parlare una lingua che capiamo solo noi. Ma l’ho fatto da sola, dormendo in un letto King size in cui ho avuto sempre freddo, ed ero sola perché qualcuno ha scelto per me delle cose, e non sono le cose che ho scelto io, ma io rispetto le scelte di tutti: solo, mi allontano quando mi faccio troppo male, e mi sono fatta troppo male, davvero.

Ho guardato una puntata di Gilmore Girls, e Lorelaii diceva I want to want you. E io ho pensato che il mio problema è che quella frase non è mia. La mia è I want you to want me, e non funziona, oh, se non funziona.

E quindi niente, seguo la lezione di DFW, accorcio ancora il tempo fino ad arrivare al secondo, e sto bene. 

Sto bene davvero.

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