Delle famiglie 

di Calexandrìs

È che uno dovrebbe farsene una propria, di famiglia, prima o poi. Magari prima.

In un paese in cui è un fatto ancora così recente che la figlia zitella sia deputata a badare agli anziani di casa, avere una famiglia, un’altra, è l’unico motivo per evitare un destino legato per sempre al destino dei genitori.

E alla fine ha una sua perversa logica; se non regali la tua vita a qualcuno di nuovo, cosa ti impedisce di dedicarla a chi l’ha regalata a te? Chi dovrebbe farlo? A chi tocca?

Se non hai nessuno di cui occuparti che non sia te stessa, quale scusa inventerai per sfuggire alla voce del senso del dovere?

E quella che inventerai ha davvero valore? Ha davvero valore anche per te che la inventi?

Perché poi alla fine la vita è come una staffetta, e il testimone si passa avanti. Ma se avanti non c’è nessuno, ti tocca fare il giro intero.

A te. A nessun altro.

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