Il mio piede sinistro

di Calexandrìs

Cominciò tutto quattro anni fa.

Io, che portavo senza dolori o fastidi o problemi alcuni sia i tacchi alti che infradito, durante un viaggio in macchina da passeggera incastrai l’alluce del piede sinistro non so bene dove e lo tirai verso l’esterno. Mi fece male, lì per lì, ma non ci feci molto caso.

Quell’anno ballavo. Ballavo di nuovo dopo tanti anni e ballavo la salsa su tacchi vertiginosi e scarpe strette. Dopo quel piccolo incidente ballare divenne un problema: c’era un singolo movimento che mi dava scosse al metatarso.

Ma ballavo, mi piaceva, mi veniva, me ne fregai abbastanza.

Continuai a usare i tacchi, ma abbandonai le infradito: da quello “stiramento” in poi anche la minima apertura dell’alluce mi faceva male.

L’anno continuò con me che avevo il piede sinistro con un movimento impossibile da fare al punto che risolsi di comprare scarpe da ballo più basse.

L’estate successiva, padrona da poche ore di un paio di sandali da urlo che usai tutta una giornata, mi trovai la caviglia destra gonfia come un pallone.

Nessun dolore, nessun altro sintomo.

Mi feci vedere dal medico (secondo me non è nemmeno tanto gonfio) dal fisioterapista che mi trattò ottenendo solo che il gonfiore si spostasse dalla caviglia a tutto il piede, da una podologa, che mi consigliò degli esercizi di propriocezione.

Così avevo un piede che mi faceva male, all’improvviso, e un altro che si gonfiava, senza motivo.

Nei successivi due anni abbandonai il ballo perché era chiaro che i piedi soffrivano, abbandonai progressivamente le scarpe con il tacco perché il gonfiore persisteva ed esteticamente faceva schifo e infine andai da un pranoterapeuta: ne uscii con i piedi uguali, dopo due anni interi. 

Una festa.

Un mese e mezzo fa, dovevo andare dal medico per una sciocchezza e faceva caldo, indossai le mie nuove scarpe da ginnastica e ci andai a piedi. Il giorno dopo mi ritrovai con la caviglia sinistra gonfia, senza altri sintomi.

A nulla è valso andare dal medico, dal pranoterapeuta, e nemmeno dal fisioterapista.

Così sono andata da un posturologo che mi ha fatto i plantari.

Dopo due giorni di meraviglia, il piede ha ricominciato a gonfiare, la caviglia fa un po’ male: niente di che, ma è ovvio che non sono a posto.

Oggi sono andata al controllo e mi ha detto che ho un uso assolutamente asimmetrico dei pesi, perché sto tutta a destra, e che appoggio il peso sui calcagni: troppo.

Ecco, questa cosa qui mi ha confermato quello che penso da sempre: che i miei piedi mi dicono che non sono in grado di andare da nessuna parte, mi tengono prigioniera, bloccata in una vita che non mi piace ma da cui non riesco a uscire, e adesso addirittura che sposto il peso all’indietro, come se volessi scappare, difendermi, non procedere.

Sempre sulla difensiva, con le mie radici che dolgono, mi impediscono di liberarmi.

A parte che mi sono detta che se risolvo questo problema faccio una cosa che può cambiare completamente il mio tempo, la mia vita, la mia idea di me stessa, questa cosa che i miei piedi mi dicano tutte queste cose mi fa impressione, un po’.

Vorrei soltanto che mi lasciassero essere libera, e mi accompagnassero fuori da questa prigione.

Tutto qui.

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