lacasadelsole

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Mese: agosto, 2017

1 settembre (parte ennesima)

Buon (non) compleanno.

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Citazione sempreverde

La verità è che non gli piaci abbastanza.

Salti nel tempo

Oggi timehop mi ha portato la memoria di alcuni 24 di agosto, molto interessanti.

In uno era appena partita l’avventura fiorentina, ed ero tutta piena del sacro fuoco del progetto esistenziale definitivo della mia vita.

In un altro tornavo da un viaggio a Nord ed ero malinconica come sono sempre al ritorno dai viaggi.  

In un terzo ero disperata e mi chiedevo cosa ci facessi a Firenze, che senso avesse la mia vita, quanto presto sarei potuta scappare da questa trappola senza uscita.

In un quarto sognavo una nuova città, una nuova casa, un nuovo progetto, una famiglia (addirittura!), e tutto mi sembrava a portata di mano.

Il sunto è che a volte sto bene, a volte malissimo, non sono morta a Firenze (anzi), non voglio (quasi) più scappare, nessun progetto definitivo è andato in porto, sono successe cose che non mi aspettavo affatto, molte molto belle, sono diventata bionda, mi sono tagliata i capelli e faccio shopping di cose che nella mia testa definisco chic e che mi danno la scusa per mettere scarpe con il tacco basso, dal momento che i piedi vanno come vanno.

Ora qui ci vorrebbe tutto un pippone sui sogni che non diventano realtà – “se puoi sognarlo puoi farlo” è una di quelle cagate sesquipedali che ti si appiccicano addosso e non te ne liberi più, davvero; ma è vero che se non lo sogni nemmeno non cominci nemmeno a provare, a farlo – e sulla resilienza. Ma la resilienza è divenuta così di moda che il mio animo snob e truzzo schifa le mode, così dico che semplicemente sono sopravvissuta.

Ho delle cicatrici enormi, alcune mi deturpano l’anima, e lo vedo dallo sguardo quanto sono profonde, ma, cazzo, somo sopravvissuta. 

Non mi sono buttata giù da un viadotto sulla FI-PI-LI, ho tenuto botta, non ho ricominciato a prendere gli antidepressivi e sono spesso di umore accettabile.

Sono più cinica, ci credo di meno, non sogno quasi più niente. Ma viva. In piedi. Sorridente.

E vaffanculo. Non è poco.

No, donna, no.

Questioni d’età

La sensazione è che ogni anno diventi tutto più difficile.

Chiudere

Sono successe delle piccole cose che hanno buttato della sabbia in mezzo a ingranaggi che erano oliati benissimo.

Parole dette al momento sbagliato, parole sbagliate dette al momento giusto, parole giuste non dette nel momento giusto.

Niente di grave; sabbia, appunto.

Basta mettersi lì e spazzarla via; non ci vuole nemmeno troppo impegno, perché sei una che ha tirato via a mani nude intere montagne di roba detta male o non detta ma fatta peggio.

Hai ancora le cicatrici sulle mani, ma sei fiera di averle tolte di mezzo quelle rocce lì, davvero.

Ma la sabbia è noiosa, come un sibilo insistente, il ronzio di un insetto odioso, qualcosa di cui non hai voglia di occuparti aspettando che passo da sé: gli insetti escono se lasci le finestre aperte, anche la sabbia se ne andrà e smetterà di bloccare la macchina, se lasci passare abbastanza tempo.

O forse no, ma non hai più voglia di pulire.

Vuoi solo che gli altri smettano di sporcare casa tua; perché non la meriti più questa cosa qui, che la gente non fa attenzione quando parla con te.

Così chiudi le porte e le finestre e ripulisci tutto finché nemmeno ti ricorderai le cose che hai sentito.

Ma, soprattutto, chiudi tutto perché nessuno possa mai più permettersi di dirti la sbagliata.

Dei viaggi e dei rientri

Mi piace andare lontano, in posti in cui non sento parlare italiano e imparo invece parole nuove, con suoni non familiari, odori e sapori mai provati, paesaggi mai visti.Mi piace l’isolamento che solo le isole sanno darmi, quel senso di fuggire da tutto, di essere ben al di là dalle mani che provano ad afferrarmi, di sentirmi finita come la terra intorno.

Mi piace la terra dei vulcani, che si sente che è più potente di noi, anche se costruiamo dei ponti e delle strade, bellissime.

Mi piacciono gli aerei, che ci permettono di andare lontano in poco tempo e di vedere il mondo, di uscire dal nostro piccolo villaggio in cui ci chiudiamo per sentirci a nostro agio.

Mi piacciono le navi che sfidano i mari in tempesta, perché mi fanno ricordare il coraggio di quelli che partivano con navi di legno spinti dal desiderio di vedere cosa ci fosse al di là.

Ecco, mi piace scoprire cosa c’è al di là: al di là della mia piccola vita, delle cose che do per scontato, delle abitudini che mi sono costruita per avere un vita confortevole come il mio paio di jeans preferiti.

Viaggiare è per me andare al di là: non andare in vacanza, ma fare un viaggio dentro di me, scoprire cose nuove, nuovi sorrisi, nuove rughe, nuovi gesti.

Portare una di queste cose nuove a casa, per far sì che il viaggio non sia stato vano.

Tornare è una ferita.

È tornare piccoli dopo essere stati grandi per un istante.
Tornare è casa.

E trovare una casa che mi riempia il cuore non è mai stato facile.